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Forza, determinazione e coraggio. La storia di Ilaria, “orgogliosamente sviluppatrice”

  • Scritto giovedì 10 febbraio 2022
  • Tempo stimato di lettura 4 minuti

Ilaria è nata a Cagliari, classe 1984. Un cv chilometrico: lavori, corsi, tirocini e qualifiche.

Quando mi viene chiesto che titolo io abbia, e succede ancora, dico la prima qualifica che potrebbe sorprendere il mio interlocutore: oggi posso essere carpentiere navale, domani mi presenterò come ex violinista, ma sono anche sviluppatrice. Orgogliosamente sviluppatrice.

Per la scelta della scuola superiore ho fatto il diavolo a quattro con i miei genitori che mi volevano in un liceo, ma io volevo iscrivermi alle industriali per poter studiare informatica. Biennio sperimentale tecnico in cui esisteva un laboratorio di informatica per ogni materia, persino per italiano.

Poi il triennio in informatica, durante il quale ho affinato le mie conoscenze. Una lunga lista di lavori, ma si tornava sempre verso il primo amore: la programmazione.

Nota a piè di pagina: ho due gatti, colleziono libri antichi e mi piace il Natale.


Ilaria Secchi è oggi Sviluppatrice in Avanade. Il suo percorso ci rende fieri di averla nella nostra famiglia ed è per questo che vi raccontiamo la sua storia, attraverso le sue stesse parole.



Com'è nata la tua passione per la tecnologia?

Sono nata negli anni 80, quando esplodeva l'informatica "domestica". Difficilmente qualcuno aveva il computer in casa, che già chiamarlo così era un parolone... Ho avuto una fortuna: due genitori illuminati che hanno pensato potesse essere interessante, per me e mio fratello, imparare ad usare il pc. Il nostro primo pc arrivò a casa in uno scatolone delle stesse dimenisoni e  peso di un autobus, era il 1988. Poi, il Natale successivo, arrivò il Commodore 64 e, nel 1990, ho frequentato il mio primo corso di programmazione in Basic; qui è nato il mio amore per l'informatica.



Da quanto tempo sei in Avanade e qual è stato il tuo percorso all’interno dell’azienda?

Ho sostenuto il primo colloquio per la Pink Academy nella primavera 2019, ho frequentato le lezioni da remoto e i tutoraggi in sede, imparando tanto e confrontandomi con i colleghi in azienda.

Purtroppo, a seguito della formazione, il colloquio per lo stage è andato male, ne ho quindi intrapreso un altro presso un'azienda diversa  Nel frattempo, ho sempre mantenuto viva la relazione con le persone conosciute in Avanade.

Durante la pandemia ho ripreso lo studio della programmazione ad oggetti e della gestione dei database. Ho rinviato il mio cv ad Avanade nel luglio 2020 e ho sostenuto un colloquio nel giro di pochi giorni. L'ho fatto perché mi sentivo in debito con un amico, Nicola - ora anche collega - che ha creduto in me più di quanto ci credessi io. Ho iniziato, quindi, lo stage a novembre 2020, il primo marzo 2021 sono stata ufficialmente assunta. Allo scadere dei 6 mesi sono diventata persino Buddy, una guida per i nuovi colleghi.

Sta per concludersi il mio primo anno in Avanade l'aspetto che più di tutti mi soprende è il rapporto che si è creato con icolleghi, sono diventati veri amici.

Sono persone che, oltre a esseredi supporto sul lavoro diventano quelle con cui bevi una birra al pub dopo le 18. Qui ho trovato Persone proprio per bene! Non so se sia il termine più appropriato, ma è stato come un colpo di fulmine.



Quali sono le sfide e le soddisfazioni che hanno segnato la tua crescita personale e professionale?


La vita mi ha messo in difficoltà più volte, sia dal punto di vista professionale, che dal punto di vista personale. Ho sempre avuto la passione per attività considerate “poco adatte alle donne”.

Per ogni "lascia perdere, sei una donna", ho reagito dimostrando che i cromosomi XX sono solo una parte di me, io sono tanto altro. Ho così imparato, tra le varie cose, a saldare con entrambe le mani, con risultati oltre ogni aspettativa. Nel 2016 poi una vera e propria mazzata, diagnosi di sclerosi multipla.

Quindi al "ma sei solo una donna" si è aggiunto il "ma sei malata, cosa vuoi fare?". Eh, che volevo fare? Fare quel che mi piaceva fin quando ne avrei avuto la forza. Ogni giorno è una sfida per me, qualcosa andrà bene e qualcosa andrà male, ma io andrò avanti ed è questo che adoro del mio lavoro.

Ogni giorno un tassellino in più. Ogni giorno imparo qualcosa, mi sento stimolata all'apprendimento continuo.



Hai consigli per chi si approccia a questo mondo e ha un’esperienza simile alla tua?

Faccio fatica a rispondere, mi sembravano consigli tutti banali e sciocchi. Vorrei che non si verificassero situazioni come la mia, perché qualche brutta esperienza l’avrei evitata molto volentieri.

Però, se anche tra voi qualcuno si sente affranto perché gli anni passano e sembra di non aver nulla in mano, dovrebbe fermarsi e riflettere su cosa realmente gli piace, lo rende felice e gli dà pure uno stipendio.

Io ho fatto questo, esattamente questo. Ho ripreso lo studio di diversi linguaggi, ho aggiornato le mie competenze, ho collezionato diversi corsi e mi sono rimessa in gioco.

Se ne è valsa la pena? Sì! Ho trovato un'azienda che guarda realmente alle capacità delle persone, non si ferma all’apparenza o al titolo scolastico, non sta a guardare il colore della pelle o il genere.

Quindi se la tecnologia vi appassiona, fatela vostra amica e divertitevi, abbiamo iniziato tutti scrivendo "Hello World!". Non abbiate fretta di imparare dall'oggi al domani, non funziona così, ma partire con la fame di conoscere aiuta tanto.

 

 

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